Paestum è uno dei più importanti campi archeologici d'Italia, dominato da una genìa di edifici religiosi, pubblici e privati ancora miracolosamente integri. Regna una magia tutta particolare, fatta essenzialmente di una luce modulata che accarezza nell'arco della giornata conci e frontoni, pronai e portici che si stagliano nell'infinita gamma degli azzurri di questo cielo e di questo mare.
Una meta, Paestum, che merita il viaggio se il viaggio viene vissuto come arte e scoperta di quanto l'ingegno umano è stato capace di concepire e di produrre.
I templi si elevano oltre la cerchia intatta delle mura, il più cospicuo esempio di fortificazione delle città greche d'Occidente. Davanti al tempio di Nettuno fioriscono ancora cespi di rose che perpetuano la tradizione dei "bifera rosaria" di Paestum celebrati da Virgilio e da altri poeti romani. Il tempio di Nettuno è il più grande, il più alto esempio di architettura dorica in tutto l'Occidente, quello meglio conservato, caratterizzato da un senso di saldezza e di eleganza che emana dalla struttura grandiosa, dalle proporzioni perfette, dalle soluzioni tecniche senza precedenti.
Gli altri templi sono ugualmente possenti ma snelli, ugualmente imponenti eppure eleganti. Un'ampia gradinata conduce ad un altro podio, a quel Tempio Italico dedicato a Giove, a Giunione e a Minerva che era forse il capitolium della città. Appena più in là c'è il Tempio di Cerere, le cui leggere proporzioni non paiono consone al culto ben radicato della dea Athena alla quale, in realtà, è dedicato questo tempio.

Anche a Paestum č possibile degustare i prodotti tipici campani, come il famosissimo limoncello, il liquore ottenuto dagli inconfondibili limoni della Costiera Amalfitana, o il liquore al finocchietto, al lauro, al mandarino, senza dimenticare gli squisiti babā al limoncello, tutti prodotti dalla ditta Shaker.

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